Possedere un sito web che faccia conoscere la nostra attività ad un bacino di utenti potenzialmente vastissimo, oggi è un elemento importante e, in alcuni casi, determinante per incrementare l'utile di un'azienda.
Sicuramente per ottenere un buon successo, come in ogni ambito, è importante organizzare il lavoro con cura e dedizaione, ma, soprattuto, con molta professionalità.

E' una delle poche occasione, in cui forse affidarsi a dei professionisti del mestiere e pagare un po' di più rispetto ad un eventuale fai da te, può fare veramente la differenza.

Realizzare un bel sito internet, curato nei minimi particolari, privo di un buon posizionamento, senza il rispetto delle regole base per una predisposizione all'indicizzazione sui motori di ricerca, e senza un buon suppurto a livello di spazio, traffico utenti e velocità significa aver perso in partenza.

Un sito internet deve essere realizzato studiando tutti i suoi aspetti nel dettaglio, senza tralasciare nessun particolare, e affidandosi a persone competenti ed affidabili, che ci garantiscano una presenza in rete costante e sicura.

Sbagliando, ad esempio, la scelta del fornitore del server, condiviso o dedicato, potremmo riscontrare seri problemi di reperibilità del sito o di lentezza nel caricamento delle pagine con conseguente scadenza della connessione e demotivazione da parte dell'utente a visitare le nostre pagine.

Scegliere un buon provider significa aver fatto metà dell'opera, ma chiaramente è bene, poi, applicare la stessa cura in tutte le parti della realizzazione.
Un buon provider lo si riconosce dalle opinioni di chi condivide le sue esperienze negli appositi forum, e dalla velocità ed esaustività delle risposte ai nostri dubbi.
È ovvio che una volta accertata l'affidabilità dell'eventuale fornitore, questo deve essere in grado di fornirci soluzioni ottime per le nostre esigenze, ad un prezzo assolutamente appropriato, senza dimenticare che grandi offerte non garantiscono affidabilità e qualità del servizio.


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In Francia l’e-commerce è in forte crescita ormai da diversi anni. Uno sviluppo seguito molto attentamente dai truffatori di tutte le latitudini, che da sempre cercano di sfruttare il web per le proprie attività fraudolente, mostrando spesso un formidabile ingegno. In un tal contesto i sistemi di prevenzione e sicurezza devono essere tempestivi ed efficaci. Tuttavia, la Commissione Europea sta discutendo un provvedimento che rischia di rendere ancor più vulnerabile il mercato del commercio elettronico.

Le cifre con cui la Fevad (la Federazione francese dell’e-commerce) descrive questo business sono molto chiare: +19% di aumento di acquisti online nel 2012 e oltre 17 nuovi siti per la vendita al dettaglio in un mercato popolato da oltre 32 milioni di cyber acquirenti. Una piazza tanto grande che lascia però spazi altrettanto ampi per i truffatori: infatti, degli oltre 45 miliardi di euro che l’e-commerce ha generato nel 2012, più di 2 sono andati persi a causa di frodi.

La frode, purtroppo, non si limita al gesto di isolati criminali del web, ma negli anni è nata una vera e propria industria che sposta milioni di euro attraverso le truffe online: i governi, le banche, le società che gestiscono le carte di credito non possono non nascondere queste problematiche, consapevoli anche che le organizzazioni criminali sono spesso molto più rapide nell’ “aggiornare” e potenziare le proprie attività fraudolente. Per questo, il problema della sicurezza è quanto mai centrale: occorre che tutti gli attori coinvolti facciano la propria parte, rapidamente, e sappiano migliorare le attività di prevenzione, anche e soprattutto attraverso tecnologie più evolute. Da questo punto di vista le interchange fee sono fondamentali perché finanziano l’innovazione e permettono di bilanciare tali costi tra tutte le parti coinvolte. Ricordiamo che le IF vengono pagate dalla banca del commerciante alla banche del consumatore che compra un bene o servizio attraverso la moneta elettronica.

È importante che la Commissione Europea discuta una tematica tanto delicata, ma ancor più importante è capire a quale approdo porterà il dibattito. Su richiesta delle lobby dei commercianti, Michel Barnier, Commissario europeo per il mercato interno e i servizi, ha proposto la riduzione o addirittura l’azzeramento delle commissioni interbancarie. Purtroppo, un’ottima notizia per i truffatori… Infatti, venendo meno le risorse per finanziare l’innovazione e le tecnologie a protezione delle transazioni elettroniche, si offre paurosamente il fianco a quanti vogliano frodare i sistemi di pagamento.

Non solo. Che il provvedimento UE sia sfavorevole anche per i consumatori è presto dimostrato. Infatti, i costi delle carte di credito aumenteranno per permettere alle banche di compensare la mancanza delle IF, e a pagare sarà quindi il cittadino. Meno automatico capire l’autogol degli esercenti che se da una parte verranno sgravati dalle IF dall’altra parte subiranno l’aumento delle spese per le carte di credito tanto quanto i consumatori: l’aumento dei costi sarà un disincentivo al possesso delle carte, e quindi un calo delle transazioni e degli acquisti.

Le operazioni con moneta di plastica saranno meno sicure e più soggette a frodi. Pascal Paul, fondadore di Moovcard (carte prepagate per i taxi), non ha dubbi: “Come già successo in Spagna, un’eventuale abolizione delle IF causerà l’aumento del costo delle carte a carico esclusivamente dei consumatori. Disincentivando un pagamento sicuro, pratico ed efficace come quello elettronico”.

I commercianti dovrebbero pensarci due volte prima di protestare così vivacemente. Ma la cosa più importante è che l’e-commerce deve potenziare i propri sistemi di sicurezza: ne vale la solidità dell’intero business e la fiducia dei consumatori.
Per il terzo anno consecutivo Bonelli Erede Pappalardo riceve il premio “Transfer Pricing Firm of the Year” per l’Italia nell’ambito degli European Tax Awards dell’International Tax Review, sulla base di una classifica stilata da società operanti in 27 paesi. Non era mai successo che uno studio vincesse il premio per tre anni di seguito.

International Tax Review è una delle testate leader a livello internazionale dedicate al tema della International Tax Strategy. Come per i due anni precedenti, le motivazioni dell’assegnazione, che si basano su criteri di innovazione e complessità del lavoro svolto nell’ultimo anno, mettono in luce l’assoluta eccellenza della pratica di Transfer Pricing e del dipartimento di Diritto Tributario di Bonelli Erede Pappalardo nel panorama italiano.

“Questo importante premio e la continuità con cui ci viene assegnato – ha commentato il partner Stefano Simontacchi, responsabile del team di international tax e transfer pricing dello studio – è un riconoscimento agli sforzi compiuti per innovare l’approccio alla materia del nostro team, integrato con quello di Valdani Vicari e Associati. Il premio deve essere condiviso, oltre che con i nostri clienti, con l’Ufficio Ruling italiano, che rappresenta un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo”.

Stefano Simontacchi è anche Direttore del Transfer Pricing Research Center (TPRC) di Leiden, primo centro mondiale di ricerca sul Transfer Pricing, che rappresenta il punto di riferimento per i responsabili fiscali, amministrativi e della corporate governance delle multinazionali.

L’International Tax Review ha inoltre insignito Bonelli Erede Pappalardo del premio “European Tax Disputes Firm of the Year” come parte del Best Friends Tax network.
In Spagna il commissario Torrente, detective scorretto e maschilista, è una vera e propria icona del cinema e la risposta del pubblico ai botteghini, anno dopo anno, ne è continua conferma.

Conferma che conta, dal lontano 1998, quindici anni di successi per il detective Torrente, Il braccio idiota della legge, personaggio partorito dalla mente del regista madrileno Santiago Segura. E non è più un caso che lo stesso detective, figura imprevedibile, omofoba e razzista, tra un avventura ed un'altra, sia stato in grado di trascinare il pubblico iberico in una saga di ben 4 capitoli, tutti rigorosamente campioni d’incasso.

Il commissario Torrente rappresenta la cura, seppur discutibile, di un cinema spagnolo un po’ troppo in ombra, ma che ha saputo, negli ultimi anni, risalire la china e riaffermarsi. E anche se nelle forme di una commedia sexy e popolare, a volte grezza, a volte volgare, il detective Torrente è sbarcato a maggio nelle sale italiane per confrontarsi con la critica nostrana. Che il pubblico italiano sappia o meno apprezzare l’irriverente comicità spagnola lo sapremo tra qualche settimana quando il box office nazionale decreterà vinti e vincitori. Ma intanto che i dubbiosi si convincono della qualità della saga ideata da Segura, il commissario Torrente apre a tutti le porte della sua terra spagnola.

Tutti in Spagna con Torrente, infatti, è il concorso a premi che fino al prossimo 12 maggio mette in palio due viaggi gratis per la Spagna. Il concorso è totalmente gratuito e per prendere parte bisogna rispondere correttamente ad un quesito sul trailer del film Il Commissario Torrente – Il braccio idiota della legge. Tra tutti coloro che sapranno rispondere alla domanda in modo corretto verranno estratti due fortunati vincitori che si aggiudicheranno ciascuno un cofanetto SmartBox per un viaggio gratis in Spagna.
A Bruxelles si discute una proposta per una nuova regolamentazione sui pagamenti elettronici, ma tagliare le interchange fee può diventare un’arma a doppio taglio, soprattutto per i consumatori come insegna il caso spagnolo. Entro l’estate le decisioni della Commissione Europea.

Novità in vista sul fronte dei pagamenti attraverso le carte di credito. La Commissione Europea sta infatti valutando possibili provvedimenti per rendere più trasparente l’uso delle carte, disincentivare l’uso del contante e limitare la black economy aumentando la tracciabilità dei pagamenti. Intenzioni, queste, già sottolineate lo scorso anno nel Libro Verde sul mercato dei pagamenti elettronici pubblicato dalla Commissione e tornate di stretta attualità in questi giorni.

Una bella notizia in un Paese in cui un terzo dell’economia risulta sommersa. Dagli ultimi dati Eurispes infatti in Italia la black economy vale tra i 529 e i 540 miliardi di euro, più di un terzo del Pil ufficiale. Per il 2011 il volume stimato del sommerso è di 540 miliardi, pari a circa il 35% del Prodotto interno lordo italiano. Non a caso colpisce il dato secondo cui metà degli italiani dichiara meno di 15 mila euro e solo lo 0,9% ha dichiarato più di 100mila euro. Quanta evasione ed economia sommersa si nasconde dietro questi dati?

Sicuramente i sistemi di pagamento elettronico che tracciano “il giro dei soldi” è di enorme aiuto per combattere questi fenomeni che tolgono ossigeno alla macchina statale e mettono in svantaggio chi segue le leggi pagando tributi e tasse come tutti dovrebbero fare.

Fa quindi discutere il fatto che entro l’estate il Parlamento Europeo dovrebbe disporre il taglio delle commissioni interbancarie (interchange fee) che accompagnano ogni acquisto attraverso una carta di pagamento. Commissioni che, è bene ricordarlo, in Italia vengono pagate dagli esercenti, mentre il consumatore ha dei costi solo come possessore della carta di pagamento.
L’idea di Bruxelles è di sgravare i commercianti dai costi sulle transazioni auspicando parallelamente benefici anche per i consumatori, attraverso la riduzione dei prezzi di merci e servizi.
Attenzione però, perché il passaggio potrebbe non essere così immediato e lo studio dell'Università Rey Juan Carlos di Madrid lo testimonia, raccontando nei numeri quello che è successo in Spagna, dove le commissioni sono state ridotte per legge di oltre il 57% tra il 2006 e il 2010.

Nel Paese iberico si è infatti registrato un netto calo dei costi per gli esercenti per circa 2,3 miliardi ma contemporaneamente anche l’aumento per i consumatori del 50% con un carico aggiuntivo di 2,35 miliardi per usare le proprie carte. In altre parole il costo che prima era suddiviso tra commercianti e utenti è ricaduto in toto su questi ultimi che hanno visto salire quelli de servizi finanziari. Le società che gestiscono i sistemi di pagamento hanno di fatto girato le spese sugli utenti attraverso l’aumento dei canoni per le carte. Inoltre, non ci sono evidenze che i risparmi dei commercianti siano stati trasferiti ai consumatori sotto forma di riduzione dei prezzi per le merci e i servizi. Anzi si ha avuto evidenza del massiccio ritorno all’utilizzo del contante limitando così i benefici della lotta al cash e agli incentivi per l’utilizzo della moneta elettronica tanto care al fisco di ogni moderno paese.

Questo ha disincentivano anche gli investimenti in innovazione per i pagamenti elettronici tanto utili ad esempio per il così detto commercio elettronico generato da internet che cresce con tassi a doppia cifra ed è una realtà oramai imprescindibile nel panorama degli acquisti degli italiani come degli spagnoli.
Lo scorso 28 febbraio la fortuna ha fatto visita a Costa di Mezzate, piccolo comune di poco più di 3000 abitanti nella provincia di Bergamo. Una giocata di soli 2€ al Superenalotto Superstar, l’ultimo gioco milionario promosso da Sisal, ha regalato ad una Supervincitrice la somma di ben 500.000€.

Supervincitrice come il nome della promo Supervincitore, iniziativa che per 8 settimane, 3 volte a settimana, assegnerà ad ogni estrazione un premio istantaneo da 500.000 euro, per 12 milioni di euro in totale. Iniziata il 21 febbraio scorso, l’iniziativa durerà fino al prossimo 16 aprile: 24 concorsi in totale durante i quali per ogni giocata al SuperEnalotto con opzione Superstar, si riceve sul tagliando di gioco un codice che permette di partecipare all’estrazione del premio milionario.

E per questa volta la dea bendata ha visto giusto: 55 anni, operaia, sposata e madre di 2 figli, un marito in cerca di occupazione, ecco l’identikit della fortuna vincitrice del superpremio che si è presentata agli uffici Sisal per comunicare la sua vincita. Una giocata modesta di 2€, così come nel suo stile di vita, una giocata abituale, sempre gli stessi numeri, i “suoi” numeri, quelli legati a momenti importanti della vita, quelli che le danno la forza di credere nella fortuna e in un futuro migliore, ecco la ricetta vincente. La donna ha confidato che con la vincita pagherà alcuni debiti e soprattutto aiuterà tutte quelle persone che, nel momento del bisogno e giorno dopo giorno, hanno aiutato lei e tutta la sua famiglia.

Come è giusto che sia, Sisal ha mantenuto il riserbo sul nome della fortuna giocatrice di Costa di Mezzate, e d’altronde il paese si sa, è piccolo, e la gente mormora.
Oltre 86.000 giocatori solo nel 2012, quasi 6 milioni di euro distribuiti dal lancio online del SuperEnalotto nel 2009, più di 170mila giocate vincenti, questi sono solo alcuni numeri che raccontano del mondo delle lotterie di Sisal.it.

Dall’inizio dell’anno il portale di gioco Sisal.it, che rende disponibile online l’intera offerta di gioco firmata Sisal (SuperEnalotto, SiVinceTutto SuperEnalotto, Win for Life ed Eurojackpot), ha già riconfermato questa tendenza regalando a due fortunati giocatori vincite considerevoli. La prima, realizzata con il Win For Life Classico, il gioco della rendita che ti fa vincere fino a 3.000€ al mese per 20 anni: il cliente fortunato ha centrato online un 10 da quasi 20.000€, e la seconda che ha regalato, nell’estrazione SuperEnalotto dello scorso sabato 2 marzo, un superpremio di ben 500.000€.

Quest’ultima vincita è legata alla nuova promozione SuperEnalotto SuperVincitore. E’ questo il nome dell’iniziativa valida fino al prossimo 16 aprile, che prevede l’estrazione di un SuperVincitore ad ogni concorso. Il fortunato verrà premiato con 500.000€. Dal concorso n.23 del 21 febbraio al concorso n.46 del 16 aprile, infatti, per ogni schedina giocata con Superenalotto SuperStar, i giocatori riceveranno nel tagliando di gioco un codice per partecipare all'estrazione del premio da 500.000 euro. La comunicazione del codice vincente e quindi del SuperVincitore del concorso sarà contestuale alla comunicazione della combinazione vincente e ad ogni estrazione dei giorni di martedì, giovedì e sabato. Partecipare al concorso del SuperVincitore è semplicissimo: basta scegliere una giocata SuperStar ed attendere l'estrazione serale del codice di gioco vincente Superenalotto.
CAF: al via la campagna SMS solidale a sostegno delle Comunità di accoglienza per bambini vittime di abusi e maltrattamenti

Dal 4 al 25 novembre


Milano, 29 ottobre 2012. Prende il via il 4 novembre la campagna di raccolta fondi del CAF a sostegno delle Comunità residenziali per bambini di età compresa tra i tre e i dodici anni, allontanati dalla famiglia per decreto del Tribunale per i Minorenni.

Fino al 25 novembre si potranno donare 2 euro per ogni sms inviato al 45504 da cellulare privato Tim, Vodafone, Wind, 3, Postemobile, COOPVoce, Noverca. Per ogni chiamata effettuata allo stesso numero 45504 tramite un telefono di rete fissa Telecom Italia, Fastweb e TWT si potranno donare 2 o 5 euro. Per il secondo anno consecutivo la Onlus è orgogliosa di avere il sostegno dalla famosa attrice Lella Costa che ha dato voce allo spot radio e tv. La raccolta fondi mira a sostenere per un anno il costo del personale specializzato di una delle tre Comunità del CAF (Elfi, Folletti e Gnomi) Per garantire la realizzazione del miglior sostegno psicopedagogico, infatti, in ogni comunità è presente un‘équipe composta da sette educatori, un coordinatore e uno psicologo. E’ inoltre necessario il lavoro di un neuropsichiatra, un assistente sociale, due pedagogiste, un pediatra, un logopedista.

La nuova campagna SMS solidale prosegue nell’impegno che da oltre trent’anni l’associazione non profit si è assunta nei confronti dei bambini maltrattati. Presieduta dal Professor Gustavo Pietropolli Charmet, noto psichiatra da sempre dedito al mondo dei minori e degli adolescenti in crisi, il CAF si è affermato nel panorama associativo italiano grazie al proprio metodo di intervento, focalizzato sulla cura delle ferite inflitte dall’abuso sessuale e dal maltrattamento.

In Italia sono più di 700 mila i bambini sottoposti al rischio di un’infanzia compromessa da oltraggi fisici e psicologici secondo gli ultimi dati presentati dal Cismai, Coordinamento italiano dei servizi di rischio, abuso e maltrattamento.

L’Associazione CAF Onlus nasce nel 1979 come primo centro privato in Italia dedicato all’accoglienza, alla diagnosi e alla cura dei bambini vittime di abusi e di maltrattamenti. È un rifugio, una casa temporanea che permette ai bambini di essere protetti e aiutati a crescere in un ambiente sereno, per imparare a riacquistare la fiducia in se stessi e nel mondo dei grandi. È un luogo dove c’è spazio anche per i genitori naturali e affidatari, che vengono seguiti e aiutati a trovare o ritrovare la gioia e la forza di essere mamma e papà.
Molto spesso chi decide di accendere un mutuo, sia che si rivolga direttamente ad un consulente finanziario, sia che chieda assistenza ai siti di confronto e comparazione di mutui online, può aver bisogno di un garante. Il garante è una persona “obbligata” (dalla banca) e da voi incaricata a mettere la firma a garanzia personale per l’acquisto di un bene immobile.

Il garante deve avere dei requisiti ben precisi: primo fra tutti la solidità finanziaria dimostrabile con uno stipendio sicuro o in qualità di proprietario di immobili. Molto spesso il garante del mutuo è una figura di fiducia che deve avere “comprovati ed ufficiali legami di parentela”, come un genitore o comunque un parente stretto. Oltre alla fiducia, però, che comunque rappresenta un fattore importante per il rilascio del mutuo, ci sono altri fattori da considerare a cui le banche solitamente fanno riferimento. In primo luogo l’età: per ragioni puramente statistiche la garanzia viene concessa a soggetti che non superano i 75 anni alla fine del mutuo (appena accettabili quelli che rientrano negli 80). Il garante che ha già prestato la propria garanzia in un mutuo vedrà assottigliarsi la possibilità di “aiutare” qualche altra persona. Facciamo l’esempio di un genitore con due o più figli: nel momento in cui questo abbia già prestato la propria garanzia per un mutuo o due, difficilmente riuscirà ad ottenere l’accettazione della figura di garante per un altro ancora. Il garante, d’altronde, è colui che alla fine risulta responsabile nei confronti della banca e nel caso in cui si verifichi l’impossibilità di pagamento della rata da parte del richiedente, è il garante stesso che dovrà provvedere.

Nessun problema, però, anche il garante si può cambiare in corsa. Il procedimento che permette il cambio del garante è la sostituzione. La sostituzione del garante prevede tutti costi notarili che si sostengono al momento dell’accensione del mutuo e per modificarlo, quindi, bisogna estinguere il mutuo in corso, cancellarne l’ipoteca ed aprirne uno nuovo inserendo il nome del nuovo garante che si desidera designare. È necessario procedere a tale operazione solo quando si è totalmente sicuri o quando ciò sia strettamente necessario. Come dicevamo, però, non tutti i mutui richiedono la presenza di un garante, e ad oggi le statistiche parlano di un 30% di casi o comunque di un mutuo su quattro. Il consiglio è, comunque, sempre quello di richiedere assistenza ai consulenti di credito, anche sui diversi siti di comparazione di mutui online, e verificare quali sono le caratteristiche e le necessità che possono riguardare la vostra richiesta di mutuo.
Sconto carburante? A volte non è solo un traguardo irraggiungibile e tra ricarichi continui e accise sui prezzi della benzina, il più delle volte per poter risparmiare qualcosa bisogna saper approfittare delle promozioni e delle offerte dei gestori.

Una delle misure migliori per inseguire il risparmio è senza dubbio scegliere l’affiliazione con il benzinaio di fiducia. Non più quindi in giro alla ricerca matta della pompa di benzina con i prezzi più bassi di sempre (con il disagio delle code e soprattutto in occasione dei week-end) ma selezione del gestore più conveniente vicino casa o l'ufficio, e obiettivo di fidelizzazione. È vero, per tanti automobilisti il fatto di dover essere legato necessariamente a questa o quella particolare stazione di servizio dove fare carburante può essere cosa difficile da digerire, ma alla lunga i vantaggi di questa scelta portano i frutti sperati.

Un modo per iniziare a risparmiare davvero si chiama carta carburante. La raccolta dei punti, legati ovviamente all’erogazione dei litri di benzina per la nostra auto, si trasforma solitamente in promozione di sconti carburante (lista premi esclusi). Ciò vuol dire, ovviamente, che maggiore è il numero di volte che faccio benzina da quel gestore (sotto casa) o presso quella particolare compagnia, maggiore sarà lo sconto carburante che potrò ottenere nel lungo periodo.

Altro fattore da non sottovalutare sono, poi, le continue iniziative commerciali che gli stessi gestori di carburante portano avanti con centri, ipermercati, partner di vendita. L’idea è quella di poter garantire lo sconto carburante anche a chi accumula spesa in settori totalmente differenti da quello prettamente automotive. Una manovra anticrisi più che conveniente che associa, di solito per brevi periodi legati alla promozione e per alcune zone territoriali, l’acquisto, ad esempio, di un portatile o di un cellulare con uno sconto di benzina.
Se siete giovani e volete comprare la vostra prima casa preparatevi a un vero tour de force: rate da pagare, diversi anni di sacrificio e il peso dei tassi di interesse talvolta molto alti. Prima di affrontare tutto ciò c’è la richiesta del mutuo alla banca e oggi, con i contratti a termine e le difficoltà finanziarie, le giovani coppie fanno sempre più fatica ad ottenerlo (garante permettendo).

Perché oltre a pagare le rate del mutuo richiesto, sul totale da restituire incide sempre l’importo della rate di interesse sul capitale prestato, e alla richiesta di mutuo viene, infatti, sempre indicata anche la scelta del tasso mutuo prima casa preferito. Il tasso d’interesse influisce direttamente sulla quota di denaro da restituire, e sta ad indicare il costo del capitale prestato dall’istituto di credito, che determina quindi la spesa aggiuntiva rispetto al capitale prestato. I tassi d’interesse, poi, sono relazionati in base al valore del costo del denaro, calcolato in un determinato periodo e in base al contratto. Quelli più comuni sono quello a tasso fisso, a tasso variabile e a tasso Bce, acronimo di Banca Centrale Europea. Il primo prevede un tasso di interesse che rimane invariato per tutta la durata del mutuo; il secondo varia in base all’andamento dell’Euribor (acronimo di Euro Inter Bank Offered Rate, tasso interbancario di offerta in euro) e viene calcolato periodicamente, ogni 3 o 6 mesi. Il tasso a Bce dipende dal costo del denaro dell’Eurozona e viene calcolato in base agli andamenti interbancari europei.

Scegliere il tasso del mutuo per la prima casa è sempre un problema, quindi, per chi non è bene informato sulla modalità dei tassi previsti e soprattutto In Italia, dove i tassi sono più alti del 62% rispetto al resto d’Europa. Un ulteriore difficoltà è prevista dalla nuova Legge di Stabilità, che prevede minori possibilità di detrazione. Se prima accendendo un mutuo relativo all’acquisto della prima casa si poteva beneficiare di una detrazione del 19% relativa agli interessi passivi ed oneri accessori inerenti, per un massimo di quattromila euro, il quadro normativo previsto dalla nuova Legge di Stabilità prevede ora un tetto massimo di tremila euro. Come dire continuare a versare benzina sul fuoco...
In base a quanto stabilito dalla manovra "Salva Italia" verso la fine dello scorso anno, dal 31 ottobre l'articolo 11 del decreto costringerà le banche e gli altri istituti di credito e risparmio a comunicare regolarmente al fisco le operazioni relative ai rapporti di tutti i clienti. In pratica cesserà di esistere il segreto bancario, che sparirà definitivamente. Banche e intermediari finanziari dovranno inviare all'Anagrafe tributaria una copia dei nostri estratti conto relativi al 2011. Operazione che dal 2013 si ripeterà puntualmente il 31 marzo di ogni anno, con riferimento alle operazioni di conto corrente e extra-conto relative all'anno precedente.

Sebbene rappresenti un'arma importante a disposizione del Governo nella lotta all'evasione fiscale, questa disposizione di fatto mina profondamente il diritto alla privacy di tutti i cittadini, non solo di quelli sotto controllo dell'ufficio da parte dell'Agenzia delle Entrate o della Guardi di Finanza.


Non a casa lo stesso Garante per la privacy, infatti, aveva espresso forti preoccupazioni per l'attuazione di questa misura. "Mi piacerebbe - aveva dichiarato all'indomani del varo - che il paese fosse consapevole del costo altissimo ma necessario che questa misura rappresenta. Per la lotta all’evasione stiamo rinunciando allo stato di diritto". 

Malgrado questo, l'Agenzia ribadisce che devono essere trasmessi gli importi delle movimentazioni nei conti e di tutte le operazioni fuori conto (es. cambi di valuta estera o incasso di assegni). Sono esclusi i pagamenti con bollettini postali inferiori ai 1.500 euro.

Leggi l'articolo completo qui.
I prezzi della benzina salgono vertiginosamente e si prospetta per questo weekend un rincaro ulteriore e mentre il governo vara il decreto sulle liberalizzazioni che vedrà, tra l’altro, coinvolti i benzinai e i prezzi della benzina continueranno a salire alle stelle, noi poveri consumatori possiamo ricorrere ai ripari per risparmiare carburante. Se per le accise non si può fare nulla, per il risparmio basta essere più attenti con la propria vettura.

Il primo passo per risparmiare benzina è cercare di mantenere la stessa velocità di crociera, in quanto anche la velocità media in chilometri influisce sul consumo di benzina. Uno stesso tratto di strada percorso a 90 chilometri invece che a 20 farà risparmiare combustibile, in quanto a elevate velocità le resistenze aerodinamiche aumentano, e di conseguenza anche il consumo. E nel cammino bisogna anche evitare le brusche accelerazioni, perché costringono il motore a prestazioni elevate. Se poi ci si ferma a fare una sosta, è buona norma spegnere il motore perché permette di risparmiare. E quando non è strettamente necessario fare attenzione al climatizzatore, che è responsabile di un piccolo surplus di energia. Quindi, non appena si raggiunge la temperatura desiderata, spegnete l’impianto di raffreddamento e riscaldamento per evitare che il motore faccia un lavoro extra.

Nel risparmiare carburante incidono anche delle caratteristiche più tecniche, come la pressione dei pneumatici, il corretto utilizzo delle marce e il carico che si trasporta in macchina. Per quanto riguarda il primo punto, bisogna ricordarsi di regolare la pressione degli pneumatici in base alle norme richieste da ciascun costruttore, in quanto le gomme sgonfie comportano una maggiore superficie di contatto tra la gomma stessa e l’asfalto, determinando una maggiore resistenza al rotolamento. Guidare mandano il motore “su di giri” è fortemente sconsigliato: meglio inserire una marcia più alta che far stancare il motore con una più bassa. Un ulteriore motivo di consumo maggiore del carburante consiste nei carichi superflui: meglio evitare passeggeri in eccesso o bagagliai pieni zeppi di valigie. L’ultimo prezioso consiglio per risparmiare carburante è utilizzare l’automobile solo per lunghi tratti. Inoltre è chiaro che alla base del comportamento giusto per risparmiare carburante c'è evitare di usare l'automobile quando non è necessario. Infatti, sia per l’ambiente che per la propria salute, oltre che per il portafogli, è decisamente meglio optare per passeggiate a piedi, giri salutari in bicicletta o affidarsi ai mezzi pubblici.
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